La Storia Dell’ADHD- Parte prima

Da ADHD, empatizziamo con il doversi leggere tutto questo articolo e iniziamo direttamente con il riassunto.

Il termine ADHD è diventato ufficiale solo nel 1987, anno in cui il termine Disturbo da Deficit dell’Attenzione/Iperattività, fa la sua comparsa nel DSM III-R.
Prima di questa data sembra però che  alcuni medici abbiano riferito e delineato l’esistenza di questo disturbo oppure ne abbiano individuato alcune delle  caratteristiche principali.

Il termine stesso è ritenuto da molti non esplicativo e generalmente una pessima scelta, dato che si concentra  solo sulle due principali problematiche senza dare una reale idea di come queste si manifestino nella pratica.
Nelle mie ricerche ho sempre incontrato questo tipo di lamentela e sono sempre stata piuttosto d’accordo a dir la verità.
Poi ho letto i diversi termini utilizzati in passato e sono giunta ad una conclusione: abbiamo fatto passi da gigante!
Accendiamo dunque la nostra macchina del tempo ed iniziamo a fare un po’ d’ordine!

1798: Sir Alexander Crichton ci prova per primo( almeno così dicono).

Crichton, tutto bene? la vedo provato.

Il nostro viaggio inizia in Scozia, più precisamente nel 1798, quando il medico Sir Alexander Crichton  nel secondo capitolo del volume II del suo libro dal titolo assolutamente molto sintetico di :
“Un’indagine sulla natura e l’origine del disturbo mentale: comprendere un sistema conciso della fisiologia e patologia della mente umana e una storia delle passioni e dei loro effetti“, inizia a dare una prima definizione di attenzione.
Enfatizza che l’intensità di un’attenzione sana varia tra le persone e fa notare come una “distrazione dell’attenzione” non sempre sia patologica, distinguendo due possibilità di disturbi ai poli estremi dell’attenzione fisiologica.
Fa inoltre delle osservazioni molto interessanti, come il fatto che chi nasce con queste presentazioni patologiche, le presenta fin dai primi anni di vita.
Con parole sue:

L’incapacità di assistere con un necessario grado di costanza a qualsiasi oggetto, nasce quasi sempre da una sensibilità innaturale o morbosa dei nervi,[…]Può essere presente fin dalla nascita o può essere l’effetto di malattie accidentali.Quando nasce con una persona diventa evidente in un periodo molto precoce della vita, e ha un effetto molto negativo, in quanto lo rende incapace di assistere con costanza a qualsiasi oggetto educativo.Ma raramente è in grado così grande da impedire totalmente ogni istruzione; fortunatamente, generalmente diminuisce con l’età.
(Crichton, 1798, ristampa p. 203).

Non dobbiamo però considerare le osservazioni di Crichton come “la scoperta dell’ADHD”.
Sicuramente  riporta degli spunti interessanti ma soprattutto, fu anche uno dei primi Medici ad occuparsi di disturbi mentali in un periodo in cui erano ben poco considerati dal punto di vista fisiologico ma più considerati una problematica di tipo morale.Infatti solo nel 1797 Philippe Pinel ,considerato da molti il padre della Psichiatria, inizia a introdurre i primi cambiamenti nella pratica psichiatrica.
Nel lavoro di Crichton manca  però completamente tutta quella parte di sintomi che riguardano l’iperattività.

1885:Attenzione mettete in salvo i vostri piatti, arriva Phill L’irrequieto.

una tranquilla cena come tante, tutto regolare.

Dobbiamo fare un salto temporale non indifferente  per arrivare al 1885, quando il medico tedesco Heinrich Hoffman crea alcune storie illustrate e include fra i personaggi ” Phill L’irrequieto(fidgety)” nel suo libro:
Storie allegre e immagini divertenti con 15 tavole colorate per bambini da 3 a 6 anni.
(Di una cosa siamo certi,  la capacità di sintesi nei titoli era ancora molto lontana)
Hoffmann usa come esempio una lite familiare a cena direttamente causata dal comportamento irrequieto del figlio che culmina nella caduta e conseguente distruzione della tavola apparecchiata.

All’inizio della storia, il padre chiede:

Fammi vedere se Philip sa essere un piccolo gentiluomo;
Vediamo se per una volta riesce a stare fermo a tavola ”
(Hoffmann 1846, edizione inglese).
(Spoiler, la risposta è No.)

Hoffmann descrive l’attività motoria di Phil come abbastanza eccessiva, tanto che:

La sua sedia cade spesso, […] Urla con tutte le sue forze, afferra la stoffa della tovaglia e questo fa peggiorare le cose;
Cadono a terra bicchieri, pane, coltelli, fortchette e tutto il resto.

più o meno come mi comporto io a tavola.

Ad onor del vero, si tratta di una storia molto breve e non è assolutamente certo che Hoffmann avesse in mente tutti i criteri diagnostici moderni per la diagnosi ADHD.
Nel tempo però è diventata  un’allegoria utilizzata per l’ADHD.

1902:Tutti in classe prego, stanno per iniziare le lezioni di Sir George Frederic Still.

 Abbandoniamo quindi l’800′ per entrare nei primissimi anni del 1900, più precisamente l’anno è il 1902 e le Le Lezioni Goulstoniane sono la cosa più hot del momento.
Cosa sono le Lezioni Goulstoniane ?
Sono una serie di conferenze annuali presso e per conto del Royal College of Physicians di Londra.
Sir George Frederic Still, tenne una serie di tre conferenze dal titolo “On Some Abnormal Psychical Conditions in Children” (Still 1902), in cui discute
“le particolari condizioni psichiche (…) che riguardano un difetto anormale di controllo morale nei bambini “
(Not a very cool name, Sir Still, tra l’altro solo io trovo ironico che Still in inglese significhi “tranquillo/fermo?”solo io? ok , fa niente, come non detto.)

Il concetto di Still di un “difetto del controllo morale”ha poco a che fare con l’ADHD in realtà.
Non si riferiva prevalentemente a bambini disattenti-impulsivi, ma i comportamenti descritti potevano essere comuni a moltissimi disturbi comportamentali presenti nei bambini.
“La sua descrizione includeva l’intera gamma di disturbi comportamentali esternalizzanti” ( dice Conners negli anni 2000).
Tutti questi casi quindi, sono stati fusi nel concetto di “difetto del controllo morale”.
Tra questi casi, è lecito pensare che ce ne fossero alcuni che si avvicinavano ai criteri per la diagnosi dell’ADHD.

Still quindi definì dei criteri per un deficit nel controllo morale e un’ eccessiva vivacità distruttiva, ma non dobbiamo affidarci solamente alle sue osservazioni.
(nonostante il termine vivacità distruttiva, potrebbe essere una definizione valida per la mia intera infanzia)
Il suo lavoro è tuttavia importante nell’analisi del concetto storico sul quale l’idea di ADHD si è formata, specialmente la dimostrazione di Still di una connessione tra danno cerebrale e comportamento deviante nei bambini è stata molto influente per quanto riguarda l’ulteriore sviluppo della concettualizzazione dell’ADHD.
Ritroveremo questa ipotesi ripresa per più volte, anche in anni più o meno recenti (1938, Levin).

1932: Kramer e Pollnow non ci fanno sconti e ci vanno giù duro, siamo ipercinetici.

noi saremo anche ipercinetici ma loro non mi sembrano comunque molto entusiasti, nella vita proprio.

Le cose  iniziano a farsi molto più interessanti quando nel 1932 due medici tedeschi Franz Kramer and Hans Pollnow riferiscono di un disturbo definito  “Malattia Ipercinetica Dell’Infanzia” che riportava tra le principali caratteristiche l’irrequietezza motoria, i cui maggiori sintomi si avvicinano abbastanza ai criteri ADHD moderni riguardanti l’iperattività.
Una delle cose però che ho trovato più interessanti è che che fu notata non tanto una totale assenza di capacità attentiva, quanto
un’ attenzione di tipo scostante, dipendente dall’interesse personale del bambino stesso.
Riportano infatti che se l’attività risultava interessante per il bambino, l’attenzione non era un problema anzi, i bambini erano in grado di perseverare in alcune attività di loro interesse per ore.(I feel personally attacked)
Il cosidetto “Hyperfocus”  tipico(ma non esclusivo) dell’ADHD, si avvicina molto a questa notazione.

Ma Kramer e Pollnow non si limitano solo a queste osservazioni, ne aggiungono altre potenzialmente interessanti, come:
“Una maggiore eccitabilità, frequenti attacchi di rabbia e una tendenza a diventare aggressivi o a scoppiare in lacrime per ragioni marginali (Kramer e Pollnow 1932, p. 11).”
Irrequietezza, Impulsività e  disregolazione emotiva, sono considerate caratteristiche tipiche dell’ADHD.
Annotano anche nell’introduzione, come questa sintomatologia fosse già nota in passato, ma  come non fosse stata ancora identificata come un disturbo distinto, che quindi necessitava di una differenziazione da altri tipi di disturbi con sintomi e presentazione simili.
In sintesi, Kramer e Pollnow hanno stabilito un concetto di malattia ipercinetica che ricorda abbastanza l’attuale concetto di ADHD!

Ma per ora, fermiamoci qui.

La nostra macchina del tempo ha bisogno di riposare, ma preparatevi, perchè abbiamo ancora tantissima strada da fare, infatti gli anni centrali e finali del 900 sono stati importantissimi, insieme alla pubblicazione del DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), per i moderni criteri di diagnosi dell’ ADHD!

Fonti:

 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3000907/

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